Un romanzo dev'essere così accessibile che un sito web?
22 novembre, 2025
Nota: non sono di madrelingua italiana, e ho tradotto il sotto (non molto bene) senza aiuta dall'AI o qualsiasi altra persona. Mi scuso per tutti gli errori e frasi poco chiari.
Sento fortunatissimo di avere un lavoro che mi paga per scrivere. Anzi, un lavoro che mi paga per scrivere cose che la gente le legge. Sicuramente, è un'arma a doppio taglio; a volte, quando ho passato tutto il girono scrivendo, oppure sedendomi al computer tutto il giorno, è difficile volere scrivere i miei progetti creativi dopo la cena. Ma di recente, il mio lavoro sta affettando i miei progetti creativi anche in un'altro modo: mi faccio dubitare come si dobbiamo definire "buona" letteratura.
Per spiegare: nella "Letteratura" come grande concetto, la gente vuole delle frasi molti complessi, colle strutture intricate e parole interessante (usati in modi interessanti). Vuole frasi che esprimono idee complicati usando metafora e analogia. Penso che qualche autori credono che i frasi difficili siano il segno dei libri più meglio. (A giudicare dai loro libri, al meno.) Certamente, è il modo di scrittura che mi è stato insegnato quando facevo la mia laurea in scrittura creativa, direttamente tramite l'insegnamento e anche indirettamente vedendo come gli altri studenti rispondevano ai sui stessi lavori.
Puoi, all'altro lato, c'è il mio lavoro, dove scrivo "Content" per il web. Vuol dire articoli sugli blog e aggiornamenti sul LinkedIn, certo, ma forse più importante vuol dire "microcopy" per i siti del web. (Microcopy è il testo che si trova nell'interfacce digitale come siti di web o altro software, come: "Hai un codice sconto? Aggiungilo nella fase successiva.")
A prima vista, vai assumere che c'è molte differenze entrambi "Letteratura" e "Content", e naturalmente vai avere ragione. Tuttavia, la gente che scrive Content sembrano artigiani oggi tanto quanto i laureati in scrittura creativa, e sono altrettanto dogmatici sul soggetto di scrittura "buono". (Per quello che vale, un "bootcamp" per imparare come scrivere microcopy costa molto più meno che una laurea in scrittura creativa, e si da più prospettive di lavoro, ma questo e una storia per un altro giorno.)
Per scrivere Content buono, si deve considerare chiarezza, e contesto, e molte altre cose che si fa anche Letteratura buona. Di più, si deve considerare accessibilità. Tante persone molte intelligenti hanno prodotto i "Web Content Accessibility Guidelines (WCAG)", cioè, direttive per costruire siti web accessibile a tutti, un soggetto che non posso spiegare bene in uno o due frasi. Basti dire che uno dei principi critici del WCAG è comprensibilità, perché accessibilità vero non è limitato a aiutando persone con disabilità fisica, come sordità or cecità; accessibilità vero deve anche aiutare persone con differenze cognitive, come dislessia or difficoltà di apprendimento. Accessibilità vero deve pure aiutare persone che non hanno finito la scuola, o non possono leggere bene, perché, credici, anche loro potrebbero volere andare al tuo sito web.
Comunque, tutto questo vuol dire che Content buono sul web — tanto quanto microcopy o un blog o qualunque altro — deve usare parole semplici, minimizzare gergo e vocabolario specializzata, e non usare frasi complessi o difficile a capire. È l'avviso stesso che si trova nelle guide scolastiche per scrivere bene, ma dopo qualche anni scrivendo per il web, credo adesso che questo avviso non serve solo frasi chiari: invece, serve bellamente la democrazia.
A volte e davvero democrazia, se ci parleremmo di un sito web ufficiale di governo, dove si deve registrare per votare. Ma oggi quando sto scrivendo qui sul blog — o quando sto provando di scrivere di nuovo Letteratura — penso adesso pure di comprensibilità, e come mi può escludere qualche lettori abbandonandola. Perché quando scrivo una frase come quello il cui hai già finito a leggere, che contiene una digressione e una struttura abbastanza complessa, escludo persone. Sto rendendo più difficile per qualche gente di capire che cosa avevo scritto. Non è Content buono sicuramente, ma all'improvviso non sembra neanche Letteratura buona.
Bada bene, la letteratura non deve essere difficile or incomprehensible. Vedi Hemingway, Orwell, Salinger. Vedi Agatha Christie e il suo Poirot. Vedi Niccolò Ammaniti. Tutti sono scrittori che usano prosa chiara e semplice per esprimere delle idee e caratteri complessi. È infatti tramite la loro chiarezza e semplicità che arrivano al loro grande successo. Ma d'altro lato, la gente si legge ancora James Joyce e Samuel Beckett.
Da solito la popolarità continuante di Joyce e Beckett, ed altri autori modernisti o difficili, è spiegato dal "cultural capital" dei loro lettori, un modo gentile per dire elitarismo oppure snobismo. Ma anche quello mi sembra una spiegazione troppo generosa. Se credi che tutti hanno il diritto di capire Content sul web, diventerà molto più difficile difendere la prosa impenetrabile nella Letteratura. Lodando Joyce come letteratura classica — lodando qualsiasi libro difficile come letteratura classica — viene sembrare un po come discriminazione.
Non sia un suggerimento troppo "woke", non credo. Quando ho detto prima che comprensibilità sul un sito ufficiale di governo è bellamente democratica, non eri scandalizzata. Dislessia non dovrebbe squalificare nessuno da votare — allora qualcuno con dislessia deve potere registrare per votare così facilmente che qualsiasi altra persona. È per questo che tanti governi hanno leggi oggi richiedendo che siti web pubblici devono aderire a WCAG o regolamenti simili: perché se non rendi il tuo Content accessibile, stai discriminando. Immagino che tanti intellettuali che leggono Joyce e Beckett siano d'accordo con questo idea. Dai, io ho letto Beckett, e io l'ho detto.
Allora non è una grande salta dicendo la stessa cosa della letteratura. Se un romanzo classico si può fare commento importante sulla vita moderna, e arricchire la vita del lettore alla stessa volta... Non dovrebbe essere disponibile a tutti questa esperienza? Se la gente con dislessia dovrebbe avere il diritto di votare, non dovrebbe avere anche il diritto delle esperienze trasformativi tramite la letteratura? Se i romanzi si può dare gioia e illuminazione ai loro lettori, non dovrebbe essere la gente chi manca "cultural capital" che merita questa esperienza il più?
Quando insistiamo nel scrivere o pubblicare letteratura difficile, e asseriamo intanto che la sua difficoltà e quello che si da valore, stiamo dicendo a tante gente che non meritano qualcosa buona. Non va bene. Chiunque può andare all'Uffizi e gradire un Botticelli. Chiunque può ascoltare Tosca. Allora perché un romanzo deve escludere qualcuno?
Non fraintendetemi, non dico che i autori non possano scrivere romanzi difficili, o qualsiasi altro tipo di romanzo che volevano. Infatti, pure l'ultimo romanzo che ho scritto io era difficile a leggere: cambiava narratori ogni capitolo, e esperimentava colla forma, e usava parole inventati in conversazioni dove il lettore vede solo un lato. (Non ho riuscito a pubblicarlo. Figurati.)
Ma l'ho scritto comunque, perché credevo che stia dicendo qualcosa interessante e potrebbe trovare dei lettori, e sopratutto perché mi è piaciuto scrivendolo. Era certamente più divertente che scrivere microcopy per il web. Penso che ci sia un argomento utilitarismo dicendo che va bene scrivere un romanzo che mi piace affinché non faccia male a nessuno.
Allora Joyce e Beckett va bene, pubblicandoli ancora va bene, e leggendoli va bene. Non fa male a nessuno. Ma quando diciamo che Joyce e Beckett sono classici della letteratura, il argomento utilitarismo non ci sta ancora, perché adesso stiamo escludendo una parte della società da qualcosa che chiamiamo intanto un testo fondamentale della stessa società. E cosa si fa questo, tranne facendoti sentire bene per aver finito The Dubliners?
Sto dicendo allora che forse dovremmo smettere chiamare Joyce (o qualsiasi scrittura difficile) grande letteratura. Forse "i classici della letteratura" dovrebbero essere entrambi opere trasformativi e anche scrittura così chiara e comprensibile che chiunque si può gradirla. Dopotutto dobbiamo ricordare: benché sia difficile scrivere un romanzo trascendentale che esplora in modo convincente i grand temi dell'umanità, sia pure più difficile farlo quando ogni frase deve essere comprensibile a qualcuno chi non ha ancora cominciata al liceo. Se il tuo romanzo potesse fare questo, meriterebbe davvero diventare un classico della letteratura.