Dall'archivio: Pausa
22 settembre, 2025
L'ho già detto nel questo blog: è molto più umile del predecessore. Quando ero nei miei vent'anni, scrivevo nel mio blog qualche volte per settimana — o anche qualche volte per giorno — e benché gli articoli fossero più corti ed effimero, fossero anche incisivi in un modo che oggi non posso riprodurre così facile. Rileggendoli adesso, qualche frasi mi sembrano un po' imbarazzante, ma mi fanno ridere lo stesso. Quello ragazzo aveva degli opinioni.
Comunque, l'altro giorno, stavo rileggendo qualche articoli da dieci oppure venti anni fa, e mi sembravano ancora pertinente al mondo di oggi. E visto che scrivere qui regolarmente è difficile, e visto anche che il mio blog vecchio non è più disponibile, credevo che sia interessante resuscitare qualche articoli "vintage". Sul lato positivo, mi restituirà alcune ore ogni mese, e inoltre creerà abbastanza pagine nuove per soddisfare i miei lettori ed anche quelli che venti anni fa chiamavo "i dei di Google." (Ecco uno dei questi frasi imbarazzante.)
Per coincidenza, anche quindici anni fa — quasi al giorno — mi sentivo che non scrivessi abbastanza per soddisfare l'internet. (O forse questo è la colpevolezza "Millennial" di cui leggiamo spesso, e non sentirò mai che scrivere abbastanza.) Ma anche nel 2010 avevo un'opinione divertente sulla tema, allora eccola:
Se leggi il mio blog da molto tempo, avete dovuto visto che negli ultimi mesi ho scritto molto meno del solito. In parte questo è perché ho molto meno tempo fra i miei vari lavori e cercando a mantenere un po di slancio col mio nuovo romanzo — ma pensandolo, vengo a credere che la problema sia anche il mio frustrazione coi blog (o il mio blog al meno) come media.
Per cominciare, è una problema di tempo, ma non sto dicendo solamente che "non ci sono abbastanza ore nel giorno", perché sempre di più anche scrivendo un blog si domanda più tempo: nel passato, stava abbastanza facile trovare qualcosa ridicola da cui potevo scrivere qualche scherzi, ma oggi devo ricercare e ricercare per le cose interessante. Forse è perché le notizie divertenti si circolano più veloce adesso, particolarmente sul Facebook, e allora quando qualcosa mi raggiunga non vedo una buona ragione per cui scriverne. Forse è perché le "notizie" che trovo oggi sono già nei altri blog, e non mi interessano più. O forse è perché mi preoccupo di ripetere i stessi scherzi e i stessi sfoghi che facevo per l'ultime sette anni.
Ma è questo preoccupazione di essere "fresco", secondo me, che sia la cosa più controproducente di internet: visto che i blog "buoni" devono essere aggiornati costantemente, noi blogger dobbiamo ricercare interminabilmente nuovo materiale (e non ho il tempo, come ho detto sopra), oppure dobbiamo costantemente avere dell'opinioni nuovi. È francamente, non ho dell'opinioni drasticamente nuovi molto spesso. Non credo che alcuna persone si dovrebbe. Certo, le mie opinioni si cambiano tutto il tempo, ma è un processo graduale che non è adatto di aggiornamenti di 140 caratteri ogni ora.
E allora, devo scegliere adesso fra fare sempre gli stessi commenti noiosi sugli stessi argomenti noiosi, o prendere posizioni nuovi e disinformati affinché ho qualcosa differente di cui scrivere. Sono stufo.
In alternativa, può fare la stessa cosa che molte blogger fanno — ugualmente stufi, suppongo — e contribuire meno delle mie opinioni per lasciare più spazio per paragrafi insipidi chiedendo "e che cosa pensate voi?" Sapete bene i paragrafi di cui sto parlando: quelli al fino di un articolo, che chiedono uno o due domande retoriche, e non esprimono mai un'opinione sperando che un troll si lo esprime invece. Ma io mi rifiuto di farlo: questo è il mio blog, e se non posso riempirlo da solo non lo lascerò a qualcuno chi ha arrivato qui cercando Google per "Colin Farrell's cock". [Nota di 2025: il mio blog vecchio ho ricevuto molto traffico — inspiegabilmente — da ricerchi per "Coin Farrell's cock".]
Non c'è un finale felice qui. Non smetterò di scrivere nel mio blog perché mi piace ancore. Però credo che i blog si stanno diventando in opposizione dalla scrittura buona, non perché i blog non possono produrre scrittura buona, ma perché il volume della merda prodotto dal internet — e che è aspettato dai lettori di internet — non lascia l'opportunità per rallentarsi, e pensare, e apprezzare qualcosa che successo solo ogni settimana (o ogni sei settimane). E fino a quando posso trovare una soluzione più meglio — o fino a quando diventerò un pazzo delirante e demagogico — preferisco, se non ho qualsiasi cosa interessante a dire, di non dire niente.
È veramente possibile che sono più di pazzo delirante e demagogico che ero nel 2010, anche se non ero così lontano a quel tempo. Ma quell'ultima frase mi sembra ancora corretta: anche oggi preferisco, se non ho qualsiasi cosa interessante a dire, di non dire niente. E se di conseguenza mi devo ripetere qualcosa dall'archivio per riempire una lacuna particolarmente lunga, così sia.
Dopotutto, se le repliche sono abbastanza bene per i multinazionali nell'industria dell'intrattenimento, chi hanno più soldi di Dio e milioni di scrittori, certamente le repliche sono anche abbastanza bene per un povero quarantenne con un lavoro a tempo pieno e una moglie e un figlio con cui vuole passare la vita — e anche, purtroppo, una capacità di attenzione e un senso creativo devastato da decenni di usare social media.
Ma dimmi, che cosa pensate voi?