What Ends, di nuovo
23 giugno, 2025
Nel 2014, avevo la sensazione, per un momento, di stare andando alla grande. L'edizione americana del mio romanzo è stato appena pubblicato; ho venduto i diritti per pubblicarlo nel Regno Unito all'editore One World; sto per traslocare a Londra per cominciare uno nuovo lavoro. Era perfino l'anno della Coppa Mondiale. La vita era bella. Sembrava che il mio prossimo successo come scrittore arrivasse presto.
Purtroppo, come ho scritto nel questo blog qualche mese fa (in inglese, mi dispiace), il prossimo successo non è mai venuto. Sicuramente, c'erano vittorie più piccole: manoscritti finiti, componimenti pubblicati, agenti contratti. Ricevevo qualche email dai ammiratori; il mio romanzo era preso in prestito dalle biblioteche abbastanza spesso che ricevevo anche una somma modesta dal PLR ogni anno. (PLR significa "Public Lending Right", una sistema bella del governo britannico che paga autori per prestiti dalle biblioteche publiche.) Ma il prossimo romanzo sembrava sempre fuori portata.
Sembra ancora fuori portata, un po, a seconda della giornata. Lavoro ancora sui manoscritti nuovi, e mi piacciano, e il mio agente sta mandandoli all'editori. (Come mi ha detto una professoressa tanti anni fa: quando il tuo manoscritto è stato mandato a un editore, tieni speranza.) Ma fa undici anni da quando il mio romanzo è pubblicato — un quarto della mia vita — dunque è difficile di non sentirmi bloccato. Il mio editore americano ha chiuso; il mio editore britannico ha messo il mio libro fuori stampa (finalmente, dopo dieci anni). Ricevo ancora uno pagamento piccolo di PLR ogni anno, e sono onorato che ci sono ancora abbastanza persone prendendo il mio libro dalle biblioteche. Ma mi sento sempre di più un autore scaduto.
Allora immagini quanto felice che sono stato quando, qualche mesi fa, ero contatto da un editore italiano, chiedendomi: erano disponibili i diritti di traduzione per What Ends?
Infatti, gentile lettore, i diritti di traduzione erano molti disponibili. Sebbene che abbia trasferitoli nel 2013, quando il mio editore americano ha chiuso i diritti hanno tornati a me. Allora ho risposto all'editore italiano per dirglielo. I diritti erano a me. Per quale gli volevano?
Non descrivo tutti i dettagli dei negoziazioni, eseguiti nel mio italiano insufficiente perché mi piace torturarmi. Ma il risultato era che, dopo undici anni, il mio romanzo ha una nuova prospettiva di vita. Nelle prossime due anni (non so esattamente quando), What Ends sarà pubblicato di nuovo, tradotto in italiano, e non posso essere più felice. È difficile immaginare come la mia isola trista sarà ricevuto nel Mediterraneo, e qualche lettori della versione inglese mi a chiesto come la traduttrice riuscirà a tradurre gli indizi dei cruciverba criptici nel libro, un tipo di arguzia verbale molto inglese (e molto difficile di comprendere anche per i inglesi!). E veramente, non lo so.
Ma non vedo l'ora di scoprirlo.